Qual è la differenza tra serif e sans serif?

Qual è la differenza tra serif e sans serif?

La tipografia si divide in due grandi famiglie di font: serif e sans serif . Ma qual è la differenza? Per rispondere, dobbiamo prima spiegare cosa sono i serif : piccoli tratti decorativi che si trovano alle estremità delle lettere. Le loro origini non sono del tutto chiare, pare che siano nati dai residui lasciati dagli scribi alla fine di ogni pennellata. Col tempo, questi segni spontanei si sono trasformati in elementi stilistici aggiunti in modo intenzionale, diventando dettagli armoniosi e distintivi del disegno delle lettere.

La differenza tra font serif e sans serif

I font serif evocano autorevolezza, tradizione e professionalità. Sono spesso associati alla stampa classica e utilizzati da istituzioni storiche, come il New York Times , per trasmettere solidità e credibilità.

Al contrario, i font sans serif comunicano modernità e semplicità. Sebbene esistano antiche scritture senza grazie, come le rune norrene, è nel XX secolo che questi caratteri hanno preso piede, con esempi iconici come Futura (1928) ed Helvetica , simboli di chiarezza e design contemporaneo.

Il nostro font Serif preferito: Garamond

Garamond è un carattere con grazie (serif) classico ed estremamente elegante , molto leggibile e diffusissimo in ambito editoriale, in particolare nella stampa di libri. Le sue origini risalgono al XVI secolo e si basano sul lavoro del tipografo francese Claude Garamond, da cui prende il nome. Nel tempo sono nate numerose varianti di questo carattere, tutte derivate dal modello originale.

In Italia, Garamond è considerato il carattere tipografico per eccellenza nel mondo editoriale. Tra le sue versioni più celebri c'è il Simoncini Garamond, creato dal tipografo bolognese Francesco Simoncini, utilizzato da importanti case editrici come Bompiani, Longanesi, Feltrinelli e Rizzoli. Anche Einaudi ha adottato una variante personalizzata, l'Einaudi Garamond, sempre realizzata da Simoncini, con leggere modifiche nei segni diacritici, in particolare negli accenti.

La versione che utilizzo più frequentemente è Adobe Garamond , progettata da Robert Slimbach nel 1989 per Adobe: una rivisitazione raffinata e moderna che mantiene l'eleganza del disegno originale.

Il nostro font Sans Serif preferito: Optima

Optima è un carattere senza grazie (sans serif) dalle forme rotonde e armoniose , preciso ma non rigido, a differenza di altri caratteri come Arial o Helvetica, spesso utilizzati per la loro affidabilità e neutralità.

Fu progettato da Hermann Zapf e prodotto nel 1958 dalla fonderia D. Stempel AG di Francoforte, in Germania Ovest. L'ispirazione per questo font nacque durante un viaggio in Italia nel 1950, quando Zapf rimase colpito dalle iscrizioni lapidarie presenti nel cimitero della Basilica di Santa Croce a Firenze. Da quell'intuizione nacque un lavoro di progettazione durato un decennio.

Il risultato è un carattere unico: elegante, sobrio e versatile, che pur essendo formalmente un sans serif, presenta tratti e proporzioni che ricordano i caratteri romani con linee calligrafiche. Per questo motivo Optima si colloca a metà strada tra un sans serif e un serif, riuscendo a unire chiarezza visiva e raffinatezza formale.

Tipografia e font: il libro definitivo

Per scoprire tutto sul mondo del design tipografico, c'è un libro che è la Bibbia sul tema: Type. Una storia visiva di caratteri tipografici e stili grafici , edito da Taschen . Una raccolta pensata per veri appassionati del design tipografico, con un'affidabile panoramica dell'evoluzione dei caratteri dal 1628 fino alla metà del Novecento. Tratti da una prestigiosa collezione dei Paesi Bassi, questi cataloghi, curati nei minimi dettagli, raccontano la storia della stampa attraverso una varietà di caratteri: romani, corsivi, grassetti, semi-grassetti, compressi e dilatati, oltre a decorazioni, cornici e lettere iniziali ornamentali.

Luoghi da visitare se ami la tipografia

Uno dei luoghi imperdibili è sicuramente La Tipoteca di Cornuda (Tv), un vero e proprio museo della stampa e del design tipografico. Dall'invenzione di Gutenberg alle sperimentazioni del Novecento, il percorso espositivo racconta il mestiere e l'arte del tipografo, offrendo uno sguardo approfondito su materiali, strumenti e tecniche che hanno reso possibile una rivoluzione culturale durata cinque secoli.

Il museo si estende su uno spazio di 3.000 metri quadrati ed è nato con l'obiettivo di conservare e valorizzare il patrimonio tipografico italiano, insieme alla sapienza artigianale che lo accompagna. Le collezioni esposte illustrano la nascita e lo sviluppo della stampa a caratteri mobili, un'arte che per oltre 500 anni ha trasformato la comunicazione e la cultura umana.

ph: https://www.tipoteca.it/visita/

 

Un'altra meta affascinante per gli appassionati è Tresigallo , una città “utopica” immersa nella pianura ferrarese, tra Ferrara e le Valli di Comacchio. Qui si può andare letteralmente a caccia di font: l'intera città, progettata negli anni Trenta, è un esempio straordinario di razionalismo architettonico, dove anche la tipografia urbana gioca un ruolo fondamentale nell'identità visiva del luogo.

Questo edificio è stato reso celebre grazie a Instagram e amato dai fotografi per il suo colore azzurro cielo e per la scritta che svetta sulla sua cima, cambiata da “Bagni” a “Sogni”.Foto © Luca Argenton. Courtesy Officina Magisafi
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